Arte
Alberto
Artioli

#pittura #arte

⍺ 1881 ⍵ 191736 anni
Collocazione

sezione: Sott. B

reparto: I

lato: Interno

altezza: b

identificativo: 4

Chi era

Pittore

Cariche

Pittore

Epigrafe

NEL NOVEMBRE 1927 PER VOLERE DEL PODESTÀ PER AMORE DI CONGIUNTI E DI AMICI FURONO QUI RACCOLTE LE OSSA DEL PITTORE MODENESE ALBERTO ARTIOLI CHE NELL'ARMONIA SOAVE DELLA SUA VISIONE ELEGANTE E APPASSIONATA FERMÒ PER LA GIOIA DEGLI OCCHI L'INCANTO DELLA VITA DALLA QUALE FU TROPPO PRESTO STRAPPATO 1881-1917

Collegamenti

FORMIGGINI ANGELO FORTUNATO - Benefattore

Un anticipatore dei tempi
Alberto Artioli fu un pittore e incisore modenese, dalla vita breve e piuttosto sfortunata per via di una salute cagionevole che lo stroncò a soli 36 anni. Proveniente da una famiglia di artigiani di modesta condizione economica, Alberto fu un anticipatore dei tempi, cercando faticosamente di imporre la propria arte che si discostava dal verismo dell'epoca. 
Inizialmente lavorò nella bottega del padre, battitore di rame e di metalli vari (il nonno costruì la pala della Ghirlandina) e   riuscì a iscriversi alla scuola d’arte piuttosto tardi, a 21 anni, senza però completarne i corsi. 
Nel 1904 vinse il Premio Poletti che aveva lanciato  numerosi artisti, poi si trasferì a Roma per perfezionare gli studi.  Tornò quindi a Modena, dove partecipò alla decorazione della cupola della Chiesa di Fiorano insieme a Giuseppe Mazzoni e Archimede Malavolti; successivamente si recò nuovamente a Roma e a Venezia. 
 Al suo rientro a Modena si sposò e affittò un sottotetto in Piazzale San Giacomo, dove abitava anche la sorella della moglie, soprannominata “la bellezza orientale”, che gli fece da modella. Visse affacciato sui tetti di Modena e frequentò il Caffè Nazionale insieme al professor Mario Menozzi, al professor Carlo Sarti, al pittore Semeghini e al critico Mario Martinozzi.
Dovette lottare per restare fedele alle proprie scelte artistiche, rischiando di perdere il sostegno economico del suo principale benefattore, l'editore Angelo Fortunato Formiggini. 
Purtroppo la sua prematura morte gettò la famiglia nella miseria e nella disperazione, anche perché morì lasciando due figli piccoli, uno di due anni e uno di quattro che assieme alla madre vennero sfrattati e costretti a trasferirsi in un appartamento buio in via Santa Margherita. 
Alla morte di Alberto venne allestita una mostra con 124 sue opere, testimonianza della sua straordinaria versatilità tecnica.
Il figlio Alfonso, una volta cresciuto, intraprese a sua volta la carriera artistica. Vendette al rilegatore Gozzi dei disegni che che quest'ultimo riprodusse su pelle colorata e su cartoline.
Libri

Enciclopedia Modenese in XX volumi - Menzione

Pittori modenesi dal 1500 - Menzione

Il respiro della farfalla - Biografia