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Ebrei a Modena
Cultura
ANGELO FORTUNATO
FORMIGGINI
FORMIGGINI
#antifascismo #ebrei #cultura #massoneria
Modena ⍺ 21/06/1878Modena ⍵ 29/11/193860 anni
Chi era
Editore e scrittore ebreo
Cariche
30° grado del Rito scozzese antico accettato, membro della loggia Risorgimento VIII Agosto di Bologna
Causa di morte
Suicidio
Collegamenti
Artioli Alberto - Beneficiario
Formiggini Nacman Giulio - Fratello
Nella saletta cinerari del primo piano sono presenti sia urne di ebrei che di cristiani e di evangelici. Tra gli ebrei al cinerario numero 30 le ceneri di Angelo Fortunato Formiggini (riconoscibile dal monogramma della sua celebre casa editrice), oltre a Giulio Formiggini Nacmani, Giacobbe Giacomo Castelfranco, Moisè Modena e altri. Tra i cristiani Tito Giovanardi e la moglie Emma Trenti. Le ceneri dell’editore modenese erano inizialmente poste nel tempietto del cimitero israelitico, ma nel dopoguerra fu trafugata con altre urne per poi essere recuperata in seguito e spostata dove si trova ora.
Angelo Fortunato Formiggini nasce a Collegara, vicino a Modena, il 21 giugno 1878 da Pellegrino e da Marianna Nacmani.
Il padre appartiene a una famiglia israelita che ha fatto un'immensa fortuna con il commercio di preziosi e il prestito di denaro, specialmente nella seconda metà del secolo XVIII ed ancor più in età napoleonica. In seguito i Formiggini preferiscono investire i loro capitali soprattutto in beni immobiliari e in terreni, la cui amministrazione non è sempre attenta tanto che, alla fine, le perdite ed i debiti hanno ridotto considerevolmente i beni ereditati.
Dopo gli studi in giurisprudenza, conclusi, tra l’altro, con una tesi sul contributo storico-giuridico ad un ravvicinamento tra la razza ariana e la semita, si iscrive alla facoltà di Lettere a Roma dove si sposa con Emilia Santamaria, ricercatrice di pedagogia e storia della scuola, per trasferirsi poi a Bologna e laurearsi in Filosofia con una tesi su "La filosofia del ridere", sempre animato “da un sano e bizzarro senso dell'umorismo e da una profonda simpatia per tutti gli uomini”. Ed è proprio nel bolognese che nasce la sua attività editoriale con il sostegno e il riconoscimento di Giovanni Pascoli. Si occuperà di Tassoni, di opere pedagogiche e filosofiche, di profili biografici, e di “Classici del ridere”.
Dopo il trasferimento a Roma, in periodo bellico, inizia a dedicarsi anche alla diffusione della cultura libraria, ma fatica con il ritorno economico delle proprie attività, al punto da dover vendere anche la casa di Modena nel 1934. Quella in Roma sul Campidoglio l'avrebbe persa di lì a poco nel riassetto "imperiale" dell'area voluto da Mussolini.
La tragica morte
Il 1938 è l’anno della sua tragica morte. A causa delle disposizioni antisemite gli viene imposto di togliere ogni traccia del suo nome dalla sua società come fondatore in quanto ebraico, il ministero della cultura controlla i dipendenti non ariani della sua società, insomma, tutto stride con gli ideali di fratellanza, uguaglianza, umanità di cui si è fatto promotore tutta la vita.
Una vita spesa a diffondere cultura a cui viene imposto un silenzio in cui non si riconosce. Il suo grido si leva il 29 novembre 1938 quando sale sulla Ghirlandina per gettarsi nel vuoto. Ma il regime impone silenzio stampa anche sulla sua morte, imponendo funerali in forma privata di primo mattino per farli passare sotto traccia.
La foto ritratto di Angelo Fortunato Formiggini è dell'artista ritrattista Salvatore Andreola.
Fonti
Il cimitero di San Cataldo a Modena. Guida ai monumenti. AA.VV. Franco Cosimo Panini, 2012
https://www.treccani.it/enciclopedia/angelo-fortunato-formiggini_(Dizionario-Biografico)
https://www.treccani.it/enciclopedia/angelo-fortunato-formiggini_(Dizionario-Biografico)
Libri
Storia della massoneria a Modena. Liberi muratori e logge geminiane - Menzione