Figurine e Libri
Rolando
Gozzi

#arte #libri

⍺ 16/09/1900 ⍵ 21/11/197979 anni
Collocazione

sezione: OUT Piazzale Sud

reparto: PS26

Chi era

Maestro rilegatore

Cariche

Cav. Grand. Uff. Fiero detentore del Distintivo al merito degli artefici italiani nel mondo

Collegamenti

Gozzi Dante - Padre

La Bottega dei Gozzi
Maestro rilegatore considerato tra i migliori in Italia, Rolando ha appreso il mestiere dal padre Dante capostipite della Bottega dei Gozzi (nata nel 1902 e trasferita in via Farini al numero 23 nel 1929) sebbene sia nato in Argentina quando il padre si era trasferito per lavoro. La sua opera è stata a sua volta tramandata al figlio Pietro. All'epoca a Modena non esistevano scuole di restauro e la bottega sostituiva la scuola: Rolando cominciò quindi ad aiutare il padre Dante dopo la sesta elementare, a 11-12 anni apprendendo il mestiere.
Rolando ereditò la bottega in pieno periodo bellico, quando tante esposizioni e manifestazioni culturali erano ferme a causa della guerra, ma seppe trovare una propria collocazione, distinguendosi dal padre per l’offerta di competenze orientate a clienti sempre più esigenti, in un mercato che nel corso del Novecento ha subito grandi cambiamenti tecnici.
Nel 1930 realizzò un Canevari talmente bello che venne confuso con un originale.
Rolando realizzò diverse opere per diversi committenti in tutta Italia, tra antiquari, amatori, collezionisti, ma anche Re, Principi, letterati, politici: egli era specializzato nel restauro di codici, corali, miniature, incunaboli distinguendosi in particolare nelle legature moderne ad intarsio sebbene fosse esperto nel realizzare ogni tipo di rilegatura, per stile ed epoca.
Fu lui ad occuparsi tra il 1937 e 1938 della rilegatura in velluto con dorsale e puntuali in oro zecchino cesellato di un’opera nota a tutti i modenesi: la Bibbia del Duca Borso d’Este, manoscritto miniato da Taddeo Crivelli tra il 1455 e il 1461 oggi conservata alla Galleria Estense grazie all’acquisto e alla donazione di Giovanni Treccani (quello dell’Enciclopedia). 
La Bottega dei Gozzi è tutt’ora in opera sebbene dopo tre generazioni di Gozzi sia passata a mani esterne: il primo successore esterno fu Pierangelo Faggioli (prima allievo poi socio di Pietro Gozzi, figlio di Rolando che entrò in bottega da adolescente negli anni Cinquanta), fino all’attuale proprietà di Federico Montaguti e Davide Montorsi che hanno l’onore di tramandare un secolo di conoscenze e materiali di pregio. 
È il figlio di Rolando, Pietro a raccontare quanto sia cambiato il mondo della legatoria nel corso del Novecento, soprattutto dopo l’Alluvione di Firenze del 1966. Pietro Gozzi racconta: 
“Tra il 7 e l’8 novembre 1966 io e mio padre, insieme al professor Balsamo, soprintendente della Regione Emilia-Romagna, andammo a Firenze e tornammo a casa con il bagagliaio dell’auto carico di libri appartenenti all’Accademia delle Belle Arti. I volumi erano sporchi di fango e nafta, e noi cominciammo con il lavare le carte. Poi smontammo le legature, stendemmo i cuoi e le pelli ad asciugare. A quel punto da Firenze venne richiesto di fermare il lavoro, e il riassemblaggio venne svolto lì dai loro restauratori”. 
È sempre Pietro però a rivelare che il papà era anche un tipo particolare, “o la pensavi come lui o non ci potevi andare d’accordo”. Rolando fu anche un grande appassionato di ballo, caccia e bicicletta. Nella tomba Rolando è seppellito accanto alla consorte Gina Muzzioli (24 dicembre 1901 – 3 dicembre 1996).

CURIOSITÀ: Tra i suoi clienti può vantare Vittorio Emanuele III, Gabriele D’Annunzio, il principe Gonzaga, il conte Boschetti, Il secondo Presidente della Repubblica italiana Luigi Einaudi, ecc. 

DICONO DI LUI: “Quando io non sarò più dietro a questo banco, la Bottega dei Gozzi continuerà, questo è certo”, Rolando Gozzi.
Fonti
  • Personaggi modenesi, Euro Carnevali. 
  • La conservazione del patrimonio archivistico e librario e la figura professionale del restauratore Tesi di Laurea di Daniela Enas (http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/4056/839915-1168938.pdf;sequence=2)